Vacanza calabro-lucana

Una corroborante vacanza di cinque giorni nel Parco Nazionale del Pollino e dintorni. Ecco quel che ci vuole per visitare una delle aree più interessanti del Mezzogiorno d’Italia, a cavallo del confine tra Basilicata e Calabria.
Soggiornando a San Severino Lucano, delizioso centro di ottocento anime nel cuore del Parco, avremo la possibilità di muoverci a margherita, senza bagaglio e senza fretta.
Il programma prevede l’arrivo della comitiva nel pomeriggio per l’incontro con lo staff di Wolf&Fox e la sistemazione in albergo.

 

 

 

Primo giorno:

Dal Bos primigenius all’incantevole Maratea

Muovendo in direzione ovest, ci caliamo nella Valle del Mercure per poi raggiungere i resti di Laino Castello, a picco sulle impressionanti gole del Fiume Lao. Visiteremo la Grotta del Romito, che custodisce l’incisione di un bovide estinto, risalente al Paleolitico (12.000 – 10.000 a.C.) oltre a scheletri umani e manufatti in ceramica. Raccordando bellissime curve, dolcemente si degrada fino al Tirreno e, attraversando Scalea e Praia a Mare, si giunge a Maratea. Il panorama che si ammira dal picco che ospita il Cristo Redentore lascia senza fiato. Dopo il pranzo, riprendiamo a pennellare curve fino a Sapri, per poi dirigerci nell’entroterra in direzione del Monte Alpi, confine nord del Parco. Carbone, Teana, Episcopia sono gli ultimi paesini che ci guidano fino a San Severino Lucano.

280 chilometri tra fiumi, mare, laghetti e tanto verde

Secondo giorno:

Calanchi, ruderi e paesi in bilico

E’ la giornata delle argille; e di centri abitati e disabitati eretti in posti assurdi. Puntando a nord raggiungiamo, dopo aver costeggiato il Lago di Monte Cotugno, i ruderi del castello di Colobraro: panorama da brivido. Attraversata la Rabatana di Tursi, ci allontaniamo dal Parco per raggiungere Craco, abbandonata a causa di una lenta frana che non ha avuto pietà per un luogo così spettacolare. Ma le sorprese non finiscono… ci attende Aliano, che fu luogo di confino per lo scrittore Carlo Levi. Storia, cultura e povertà si fondono in un paese adagiato su calanchi da paura, gli stessi che dipingeva Levi con colori intensi e coinvolgenti. Scendiamo in Val d’Agri, dove Zia Elena ci attende per il pranzo. Dopo le tonalità calde delle argille, riprendiamo il verde dei boschi della Cantoniera del Titolo e, toccando Senise e Chiaromonte, rientriamo il albergo.

Un salto indietro nel tempo di 250 chilometri

Terzo giorno:

Cedro, peperoncino e il Passo dello Scalone

Si va a sud, risalendo gli oltre 1600 metri del Colle del Dragone, per poi picchiare a Campotenese e Morano Calabro; dalla sommità del suo castello si può ammirare la bastionata imponente del Massiccio del Pollino. Ci dirigiamo ad Altomonte, lambendo graziosi paesini di origine albanese quali S. Basile, Firmo, Lungo, Acquaformosa per poi ammirare dall’alto S. Donato di Ninea. La bellissima strada che ci porta al Passo dello Scalone costeggia a sud il massiccio dei Monti di Orsomarso, il selvaggio versante calabro del Parco Nazionale del Pollino. Col mare a vista, una divertente discesa ci cala sul Tirreno fino a Diamante, per un pranzo “caliente”; qui infatti a sede l’Accademia Italiana del Peperoncino. Le variazioni sul tema sono infinite e gustose (ogni anno a settembre si svolge il “Peperoncino Festival”). Poco più in là S. Maria del Cedro tradisce, col suo nome, l’esclusività della produzione di questa fascia costiera: ogni anno da Israele giungono vari rabbini, sacerdoti di comunità ebraiche, per scegliere, ancora sugli alberelli, i migliori cedri per la Sukkoth, la “festa delle capanne”, l’evento religioso più importante per gli Ebrei di tutto il mondo. Lasciamoci il Mar Tirreno alle spalle per ammirare le cristalline acque del Torrente Argentino, che lambisce il paese di Orsomarso, bomboniera in un posto selvaggio. Stradine secondarie si inerpicano ripide per guadagnare i mille metri del valico di Campotenese, e dopo Rotonda ci riportiamo a San Severino.

270 chilometri di cultura, natura, religione e saliscendi

Quarto giorno:

Pausa di riflessione (per la moto)

Oggi la moto riposa e il fisico si mette in moto. E allora che ne dite di una bella “shakerata” col rafting nel Fiume Lao? Divertimento alle stelle, ma la sorpresa maggiore viene dall’ambiente che si attraversa: una imponente e lunga gola ricca di verde e di sorgenti, che mai immagineresti di trovare da queste parti. Ci appoggiamo alle esperte guide del Centro Lao Action Raft, che forniscono tutta l’attrezzatura per la discesa.
Ma se l’acqua non è il vostro elemento, allora vi proponiamo la roccia al mattino e il bosco al pomeriggio. Tutti possono provare il brivido dell’arrampicata sportiva, in piena sicurezza naturalmente, e su vie di varia difficoltà, con nozioni di tecnica specifica. Dopo il pranzo in ristorante tipico, un’escursione a Bosco Magnano rilassa lo spirito e il corpo. Un fantastico sentiero costeggia il Torrente Peschiera e si inoltra tra alberi secolari di varie specie, custodi del Picchio nero e della Lontra.

Quinto giorno:

Il versante lucano del Parco Nazionale del Pollino

Una breve e ripida stradina a ciotoli si inerpica fino al Santuario Madonna del Pollino, dove natura e religione si fondono in uno scenario unico. Attraversando boschi di faggio e abete bianco in direzione est, raggiungiamo Terranova di Pollino e la Val Sarmento, un’impressionante fiumara oltre la quale sorge San Paolo Albanese, il più piccolo comune della Basilicata, con il suo museo della ginestra. Passando da San Giorgio Lucano, raggiungiamo la panoramicissima Noepoli ed ancora un centro di etnia albanese, S. Costantino. Sosta pranzo in montagna e breve escursione a Timpa di Pietrasasso, tra rocce magmatiche e agrifogli. Rientriamo in albergo attraverso le frazioncine di Villaneto e Mancine e il valico di Timpa della Guardia.

150 chilometri di traffico zero e luoghi rilassanti

IMPORTANTE

San Severino Lucano, 900 metri s.l.m., si affaccia sull’Alta Valle del Frido, cuore del Parco Nazionale del Pollino. I pranzi, ogni giorno in luogo diverso, sono compresi nella quota di partecipazione. Le cene, volutamente, non sono comprese, per lasciare alla comitiva la facoltà di scegliere la soluzione più congeniale: pizzeria, ristorante o… dieta. La durata della vacanza può essere modificata a richiesta: prolungata o abbreviata rispetto ai cinque giorni del programma. Si può girare solo in moto, o fare più attività fisica tra rafting, arrampicata sportiva o trekking sulle vette oltre i duemila metri; o bighellonare. Non poniamo limiti…

Quote di partecipazione

Per partecipare a questa vacanza il gruppo deve essere costituito da min 7 e max 12 tra motociclisti e passeggeri.
La prenotazione di ogni singolo partecipante deve pervenire entro 10 giorni prima della data scelta, accompagnata da un acconto di Euro 100,00.

Quota iscrizione per la vacanza come da programma:
Euro 500,00 a persona

La quota comprende:

Euro 560,00 a persona
se si opta per il rafting al Fiume Lao anzicchè l’arrampicata più l’escursione a Bosco Magnano 

Sono esclusi gli extra personali, le bevande e la benzina.
Per ogni variazione di programma richiedeteci un preventivo.

Contatto diretto: 392.1916766 Nunzio Schena

www.wolfandfox.it